Vai al contenuto

Musei di Allerona

musei_allerona2

Le Balene di Allerona

L’Italia rappresenta una delle aree più importanti al mondo per lo studio della storia evolutiva dei cetacei. Infatti, il nostro territorio è disseminato di località in cui sono stati scoperti fossili di odontoceti e misticeti, che abbracciano gli ultimi 40 milioni di anni circa.
Il sito di Allerona è molto importante perché è uno dei pochi in Italia a fornire informazioni sulle fasi più recenti di questa straordinaria storia evolutiva, essendo datato a circa 1.75 milioni di anni (Pleistocene Inferiore).
Finora, ad Allerona sono stati scoperti ben tre scheletri di cetacei, tutti riferibili a misticeti: uno scheletro frammentario e mal conservato ed uno, molto più completo e di recente ritrovamento, attribuibili a balene di piccola taglia, e un terzo scheletro di dimensioni maggiori probabilmente appartenente a una balenottera.
A questi si aggiunge la famosa “ambra grigia”, traccia della frequentazione anche da parte di capodogli (odontoceti).

pag_41_1
Arto anteriore. Da notare il grosso bivalve (ostrica) attaccato sulle ossa (freccia rossa).

Nelle cave di argilla marina in località Montemoro (Allerona scalo) fra il 2003 ed il 2008 sono stati rinvenuti e scavati resti parziali di scheletri di cetacei (misticeti).
Lo scheletro post-craniale del cetaceo di Montemoro, qui illustrato durante il suo recupero del 2003, mostra interessanti particolari anatomici. Sono visibili la scapola, l’arto anteriore (omero, radio ed ulna), vertebre e costole.
I reperti sono depositati attualmente presso il laboratorio di restauro del Museo “L. Boldrini” di Pietrafitta ed al museo paleontologico di Terni, dove attendono di venire restaurati ed in un prossimo futuro esposti nel museo di Allerona.

I resti scheletrici del cetaceo recuperati nel 2008 da Allerona Montemoro, attualmente musealizzati, sono in fase di studio da parte del ricercatore Marco Cherin (Dipartimento di Fisica e Geologia, Università degli studi di Perugia).
Purtroppo lo stato di conservazione dei resti non è ottimo, ma si sono conservate parti utili (le ossa dell’orecchio) per l’identificazione del genere di cetaceo.